17/09/2017 | 09:39

Dopo una lungo sosta nella capitale Oslo, Davide Urso si addentra nell'entroterra norvegese: dopo diciotto giorni di viaggio di trova a Bergen, sempre pių vicino alla sua meta, Capo Nord. Tra piatti tipici e paesaggi mozzafiato, ecco il suo racconto a LecceNews24.it.


Davide a Bergen


Dal Mondo. Stamane ho dato un passaggio a una ragazza neozelandese, attraverso l'applicazione di BlaBlaCar, e finalmente, dopo più di trentacinque passaggi offerti a persone amabili, giocose e di compagnia, ho trovato una ragazza antipatica e scorretta. Non solo la passo a prendere dal punto concordato e una volta lì mi dice di passare da casa sua, a 40 km di distanza, ma una volta pattuito il prezzo, di 25 €, la lascio in aeroporto e mi dice che ne ha solo 20.
 
Era troppo strano che non ne avessi conosciuta nessuna fin'ora, ce ne doveva pur essere qualcuna sparsa per il viaggio. Fortuna che il paesaggio, la parte interna della Norvegia, è da brividi, capace di regalarti una montagna innevata accanto a un lago, accanto a una cascata, accanto al principio di un fiordo (altrimenti chi la avrebbe sopportata per otto ore?!). C'è tutto ciò che ti serve per sentirti in pace con il mondo.
 
Quando sognavo la Norvegia, immaginavo posti simili, capace di farmi provare un amore smisurato per la terra, la mia Terra, casa mia. Soprattutto in questi momenti mi reputo un cittadino del mondo, in quanto il nostro pianeta è troppo bello ed emozionante per tenerti stretto solo una parte di esso.
 
Mi sento un po' Fantozzi in questo viaggio, con la costante nuvola di pioggia che mi perseguita, qualsiasi città visiti; in onestà vi dico che non la sopporto più, voglio il sole. Voglio il sole! Fortuna che ho la cerata, per cui posso comunque visitare Bergen, la seconda città norvegese, che di bello ha tutto; anche con la pioggia e la foschia e le nuvole a bassa quota, i paesaggi che è capace di sfoggiare sono incredibili.
 
Il profumo che pervade il porto e che proviene dal mercato del pesce più famoso della Scandinavia è intenso, ti fa venire voglia di seguirlo e, arrivato lì, di assaggiare qualsiasi piatto, crudo o cotto, salvo poi capire quanto costino e farti passare il languorino. Troppo caro, in generale, il costo della vita in Norvegia; viverci e lavorare è un conto, ma venire in vacanza e cenare fuori diventa una spesa importante, almeno per me, che molti soldi non ho.
 
Quando si viaggia in questo modo, dormendo in auto e cucinando all'avventura, o si ha uno spirito di adattamento forte, o non si resiste; è capitato stasera di cucinare in auto, perché fuori pioveva, e non avere la possibilità di lavare le stoviglie: che si fa, quindi? Per forza di cose si deve lavorare di improvvisazione e di fantasia: si apre lo sportello e si lavano le stoviglie con le gocce che cadono dal cielo; ci sono voluti venti minuti, si è inzuppata la felpa e si è bagnata parte dell'auto, ma sono andato a dormire con le pentole lavate, pronte per essere riusate domani a pranzo.




Il viaggio di Davide Urso
Un paesaggio scandinavo
I tipici prodotti ittici
I piatti tipici della zona
Autore: A cura della Redazione

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