31/08/2017 | 11:28

Prosegue il viaggio del salentino Davide Urso che continua a raccontarci la sua affascinante avventura nei Paesi del Nord Europa. Tappa a Stoccolma sotto un bellissimo sole e un cielo terso.


Kungliga Dramatiska Teatern di Stoccolma (foto di Davide Urso)


Dal Mondo. Sto realizzando un viaggio enorme, indefinito, senza una data finale, sto passando dalla Svezia e vuoi vedere che non visito la capitale? Certamente non è facile arrivarci, perché sono diretto a ovest e Stoccolma si trova a est, ma avevo voglia di visitarla, per cui ho percorso 350 chilometri e sono arrivato. Qui si è verificato un problema, anche prevedibile: se a Goteborg non ho trovato un parcheggio libero, figurarsi a Stoccolma. Neanche in periferia. Neanche nella periferia della periferia. Non era solo il problema del pagamento, ma di un complesso sistema di segnaletica stradale che esiste solo in Svezia, per il quale esistono vari siti web appositi per spiegarne i significati.

Ho parcheggiato in una campagna nei pressi di un giardino botanico, e credo proprio che non potevo farlo, tant'è che al ritorno mi aspettava il proprietario che mi ha fatto un cazziatone, prima in svedese e poi in inglese.

Il treno per arrivare in centro mi ha sorpreso in positivo: non solo vi è il WiFi all'interno se si dispone di un numero svedese, ma addirittura in ogni vagone c'è lo scompartimento silenzioso, ossia un reparto chiuso da una porta scorrevole, abbastanza insonorizzato, all'interno del quale accede solo chi non vuole essere disturbato da musica e chiacchiere. Guai se ti squilla un telefono!

Città magnifica, Stoccolma; solo a sapere che qui si svolge la premiazione del premio Nobel, un pensierino a ottenerne uno l'ho fatto, ma quale? Scienze no, sono mezzo negato; per il viaggio non danno niente... rimane quello per la pace. Magari impegnarmi e riuscire a calmare gli sfottò tra terroni e polentoni, qualche speranza me la potrebbe dare.

Il mio viaggio è soprattutto solitudine: è vero che offro passaggi, conosco nuove persone, però fondamentalmente sono solo, gran parte del mio tempo lo passo in solitaria, e alla lunga questo stanca, ti rattrista. Erano 13 giorni che ero solo e il morale iniziava a declinare, quando, mentre me ne stavo da solo su una panchina a cenare, si avvicinò un ragazzo sulla ventina, con un pallone in mano, si presentò e mi disse che era a una festa di compleanno e i suoi amici stavano bevendo e ballando, ma nessuno voleva giocare a calcio, quindi se fossi disponibile a fare due passaggi con lui. Che felicità. C'era un campo di calcetto accanto, ci siamo intrufolati e abbiamo iniziato a giocare per ore, poi ci siamo seduti sul prato e abbiamo parlato del mio viaggio e della sua vita, delle mie storie passate e della sua voglia di non avere una fidanzata. Quel ragazzo mi ha ispirato fiducia, mi ha dimostrato interesse e mi ha regalato una serata diversa, insperata, meravigliosa; mi ha anche chiesto se volessi qualcosa da mangiare, perché c'era tanto cibo avanzato, ma non avevo fame.

Era tempo di ritornare da Africa e prepararla alla notte; ero impegnato a gonfiare il materasso quando ritornò John con una bottiglia di sidro e una busta con due pezzi di torta e mi disse “se tu non sei venuto a prendere qualcosa, te la porto io”. Adesso mi chiedo “come posso non essere felice del mondo?




Edificio di Stoccolma (foto di Davide Urso)
la cena di Davide sulla panchina
Autore: A cura della Redazione

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